Si è intervenuti nelle zone di Monfenera, Costa Alta, Boschi Onigo, Curogna, Piave Covolo e Sinistra Piave, con sfalci, trinciature e recupero di prati e radure ormai chiusi dalla vegetazione infestante. Dove il trattore non poteva arrivare — pendenze ripide, canneti, margini boschivi stretti — si è lavorato con un mezzo cingolato radiocomandato e con il decespugliatore a mano.


L’utilità di questi lavori va ben oltre l’attività venatoria: le radure e i margini boschivi tenuti aperti offrono alimentazione e zone di rimessa alla piccola selvaggina, favoriscono la nidificazione e la riproduzione, e mantengono quel mosaico di ambienti diversi che è la vera ricchezza del nostro territorio. Ne beneficia tutta la fauna, cacciabile e non, e ne guadagna anche il paesaggio, sempre più minacciato dall’abbandono delle superfici a prato.

Si ringraziano di cuore gli operatori che hanno svolto un lavoro immane, dedicando tempo, mezzi e passione in maniera del tutto volontaria. È grazie a loro se la Riserva può contare su un territorio curato e vitale.

